‘Oblio del sogno’
La luce fioca del giorno entra in punta di piedi nella stanza.
Sollevi lentamente le palpebre, ancora baciate dal sonno.
L’eco del sogno tuona nella mente,
fino a ridursi ad un pensiero fugace, lontano.
Le immagini, prima così vivide, si fanno nebulose.
Ti parlano, ma non riesci più ad udirle.
Ti prendono per mano, ma tu, ora, sei un estraneo.
La cornice inizia a sgretolarsi, vacillanti le certezze.
I luoghi divengono impenetrabili,
I sentimenti, così vivi, si fanno piatti e sbiaditi.
Le figure così familiari perdono un volto,
lasciandoti un senso di vuoto ed inquietudine.
La memoria, tua preziosa alleata, sembra fallire.
Serri gli occhi, tentando disperatamente
di aggrapparti a quel frammento di te,
di poter sbirciare ancora un po’ da quella finestrella,
prima che anche l’ultimo cassetto venga sigillato con impeto.
Clac. È tardi.
La luce del giorno spegne la luce del sonno.
Ma quelle sensazioni nessuno le spegne, mai.
Sembra te le abbiano cucite addosso.